Anche tornare a sé è un nuovo inizio, se lo fai con dolcezza
Settembre per me assomiglia un po’ a gennaio.
Ci sono le agende che tornano a riempirsi, gli orari da ricordare, il lavoro, la scuola, le attività che ricominciano. E puntualmente arriva quella strana sensazione per cui vorremmo istantaneamente rimettere in ordine tutto: la casa, l’alimentazione, il sonno, l’attività fisica, i progetti lasciati in sospeso. Possibilmente tutti insieme e possibilmente dal 1 settembre.
Eppure questo mese, fuori dalle nostre agende, racconta qualcosa di molto diverso.
L’estate non finisce improvvisamente. Se ne va piano. Il sole è ancora caldo, ma la luce cambia. La mattina l’aria diventa un po’ più fresca. Arrivano l’uva, le mele, i fichi. Le giornate si accorciano quasi senza farsi notare e ogni tanto basta una sera più fresca per farci venire improvvisamente voglia di autunno.
C’è un po’ di nostalgia per quello che finisce e, contemporaneamente, una sottile attesa per quello che sta arrivando.
Forse potremmo fare così anche noi….Non ricominciare tutto.
Ritornare, lentamente.

🌿 Un nuovo inizio?
Un nuovo inizio non deve per forza essere una rivoluzione e, soprattutto, non dobbiamo sistemare tutta la nostra vita entro il 15 settembre.
Possiamo scegliere una sola cosa.
Tornare a fare colazione seduti invece che di corsa. Riprendere quel libro lasciato sul comodino. Camminare un po’ di più. Rimettere ordine sulla scrivania. Riprendere una piccola abitudine che durante l’estate abbiamo perso.
Una cosa alla volta, lasciandole il tempo di trovare il suo posto.
Perché forse il modo più gentile di ricominciare non è chiederci “cosa devo cambiare?”, ma qualcosa di molto più semplice:
“Cosa mi faceva stare bene e vorrei ritrovare?”
Ed è proprio da questa domanda che nasce il piccolo esercizio che ho pensato per questo mese.

✍️ Tornare a sé, attraverso la scrittura
Tra le cose che possiamo provare a settembre ce n’è una che richiede solo due cose:
Un quaderno e una penna.
Il journaling non deve essere necessariamente un diario in cui raccontare ogni sera quello che abbiamo fatto. Io lo vedo come uno spazio in cui mettere sulla carta quello che abbiamo in testa.
Pensieri, domande, cose successe, desideri, paure, intuizioni. Anche frasi sconnesse, se è quello che viene.
Scrivere ci obbliga a rallentare.
Un pensiero può attraversare la mente in un secondo; per trasformarlo in parole dobbiamo fermarlo per un momento, guardarlo e provare a dargli una forma. E a volte qualcosa che nella nostra testa sembrava un groviglio, una volta sulla carta, diventa un po’ più comprensibile.
La cosa importante è non trasformare anche questo nell’ennesima cosa da fare bene.
Non devi scrivere tre pagine ogni mattina alle sei.
Non servono una calligrafia perfetta, un quaderno bellissimo o una routine impeccabile.
Puoi scrivere tre righe una domenica pomeriggio qualunque.
Vale lo stesso.
🌿 Il Journal del Ritorno
Per questo settembre ho pensato allora di lasciarti qualcosa.
Ho preparato un piccolo Journal del Ritorno, da scaricare gratuitamente e stampare.
Non è un planner. Non troverai caselle da spuntare né obiettivi da raggiungere entro la fine del mese. È semplicemente uno spazio bianco in cui fermarti per qualche minuto e chiederti dove sei.
Troverai alcune domande da cui partire…
Non cosa vuoi ottenere. Non quante cose vuoi fare. Ma come vorresti sentirti.
E poi, soltanto alla fine, provare a chiederti: qual è una piccola cosa che posso fare per avvicinarmi a quella sensazione?
→ [Scarica qui il Journal del Ritorno]

🍎 Settembre fuori dalla finestra
Mentre noi torniamo alle nostre giornate, anche fuori qualcosa sta cambiando.
Settembre è ancora estate per buona parte del mese, eppure l’autunno comincia già a farsi sentire.
Arrivano l’uva, i fichi, le pere, le mele. Cambia la luce. Le sere diventano lentamente più corte. Ricominciano quei pomeriggi in cui non dispiace più accendere il forno e la cucina torna a profumare di cose calde.
Per me settembre porta anche un piccolo appuntamento che si ripete ogni anno.
Nel mio giardino ho un melo.
E quando arriva il momento della raccolta una delle cose che preparo sempre è il burro di mele.
Il nome inganna un po’, perché di burro non ce n’è nemmeno un grammo. Si chiama così per la consistenza che assumono le mele dopo una cottura lunga e lenta: diventano una crema morbida, vellutata e naturalmente dolce.
La mia versione è semplicissima, senza zucchero aggiunto, ed è una di quelle ricette che ormai associo all’arrivo dei primi giorni freschi.
🍏 Il mio burro di mele
Servono soltanto:
5 mele
½ bicchiere d’acqua
½ cucchiaino di cannella, se ti piace
Taglia le mele a pezzi lasciando la buccia e mettile in una pentola dal fondo spesso. Aggiungi mezzo bicchiere d’acqua e porta a bollore.
A questo punto aggiungi la cannella, abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia cuocere per circa un’ora, mescolando ogni tanto.
Quando le mele saranno morbidissime, frulla tutto fino a ottenere una crema liscia e vellutata.
Lasciala raffreddare, trasferiscila in vasetti puliti e conservala in frigorifero.
Oppure puoi congelarla, anche dividendola in piccole porzioni: in questo modo ne scongeli soltanto la quantità che ti serve quando ne hai voglia. Se utilizzi vasetti di vetro adatti al congelamento, ricordati di non riempirli fino all’orlo, perché il contenuto aumenta di volume congelandosi.
Io la uso sul pane, nei pancake, nello yogurt o nel porridge. Può diventare anche un ingrediente per altre ricette.
È una preparazione semplicissima, ma è proprio questo che mi piace.
Prendere qualcosa che in questo momento cresce a pochi passi da casa e trasformarlo in qualcosa che accompagnerà le colazioni dei giorni successivi.
Sa di mele, cannella e primi giorni freschi.
Per me sa un po’ di settembre.

🌿 Ritrovare anche i propri spazi
La casa dopo le vacanze. La scrivania. Il negozio. L’ufficio… Sono gli spazi in cui torniamo a trascorrere buona parte delle nostre giornate e forse anche loro meritano un piccolo nuovo inizio.
Non serve fare un decluttering epocale ogni volta che cambia stagione… A volte basta aprire le finestre, cambiare aria, liberare la scrivania dalle cose accumulate e riportare nello spazio qualcosa che ci fa stare bene.
E anche i profumi possono diventare parte di questo piccolo rito.
Da secoli diverse culture utilizzano piante, resine e legni aromatici nelle fumigazioni. Tra quelli diventati più conosciuti anche da noi c’è il Palo Santo, un legno aromatico tradizionalmente utilizzato in alcune aree dell’America Latina.
Il suo profumo è caldo, legnoso, con sfumature leggermente agrumate.
Il legnetto viene acceso, lasciato bruciare per qualche secondo e poi spento, lasciando che il fumo aromatico si diffonda nell’ambiente. Per chi invece non ama le fumigazioni esistono anche alternative spray profumate al Palo Santo, più immediate da utilizzare.
Possiamo vivere questo gesto in modo spirituale oppure semplicemente apprezzarne il profumo e l’atmosfera.
è un modo di pensare concretamente “Ok, ricominciamo da qui.“

🎶 La playlist di settembre
Anche la musica cambia un po’.
La playlist di questo mese accompagna quelle mattine in cui l’aria comincia a essere fresca ma il sole sa ancora d’estate, i primi pomeriggi trascorsi di nuovo a casa, le strade percorse tornando alle nostre abitudini.
Una colonna sonora per ricominciare senza correre.
La trovi qui -> 🎶 SETTEMBRE 🎧

Ritorna a te, senza fretta
Non devi avere già deciso come sarà il tuo autunno. Non devi recuperare tutto quello che non hai fatto durante l’estate.
E soprattutto non devi diventare una versione nuova di te solo perché sul calendario è comparso settembre.
Puoi tornare alle tue cose, ai tuoi ritmi, alle persone che ami. A un’abitudine che ti faceva stare bene. A qualcosa che avevi lasciato un po’ da parte. Puoi anche cambiare idea su quello che pensavi di volere.
E magari, mentre torni a tutto il resto, puoi provare a tornare anche un po’ a te.
Senza fretta.
Dopotutto, anche questo può essere un nuovo inizio.
